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7 falsi miti sullo scoprire le bugie

14 apr
2010

Probabilmente hai sentito parlare di “Lie To Me“, telefilm che narra le vicende del dott. Cal Lightman e sul quale ho già scritto un post qualche tempo fa. Serie come questa, oppure come “The Mentalist“, fanno sembrare estremamente facile e alla portata di tutti una cosa “da F.B.I.” come l’individuare i bugiardi.

Questi telefilm, estremizzati per esigenze di show, sono basati su metodologie scientifiche, proprio come “C.S.I.” oppure “Dottor House”, i quali, però, sono anche zeppi di errori. Lo riconosce la stessa Fox che dedica una pagina ufficiale agli errori medici rilevati dai fan del dott. Gregory House (altro personaggio ossessionato dallo scoprire chi mente – famosa è diventata la sua frase “everybody lies“).

La PNL – Programmazione Neurolinguistica si occupa di linguaggio e comunicazione nel senso più ampio del termine, per cui anche la comunicazione non verbale (CNV) e il linguaggio del corpo diventano un modo importante per comunicare anche ciò che non si vuole dire coscientemente.

Esiste un modo per scovare i bugiardi?

Sembrerebbe che il vincitore del Grande Fratello 10, Mauro Marin lo abbia trovato. Guarda il video che dimostra come riesce a capire che il suo compagno di disavventure George Leonard mente, utilizzando l’infallibile “tecnica delle rughe”. Se hai letto qualcosa sull’argomento però, vedrai che ci sono diversi segni che indicano che il buon George Leonard sta effettivamente mentendo.

Sono molti i miti che circolano sullo scoprire chi mente. Miti che con questo articolo vedrò di sfatare.

1. Distogliere lo sguardo significa che si sta mentendo

Distogliere lo sguardo mentre si parla può significare molte cose: può essere dovuto alla timidezza, può essere segno di stress, oppure la persona potrebbe stare processando mentalmente dei dati. Non solo, ma può essere più difficile sostenere lo sguardo di un personaggio autorevole o ritenuto superiore. Inoltre, alcune culture insegnano ai bambini ad abbassare lo sguardo come segno di rispetto oppure quando vengono messi in punizione e questo atteggiamento viene conservato anche da adulti (lo so di per certo: in Cile funziona così).

2. Rispondere in ritardo significa che si sta mentendo

I bravi bugiardi non solo non dimostrano alcun ritardo nel dire una bugia, ma rispondono assai velocemente… a volte anche troppo. E c’è una legge che vieta di essere sovrappensiero?

3. Parlare lentamente e facendo lunghe pause e segno di menzogna

Affatto. Può sempre essere segno di stress oppure anche in questo caso può essere causato da timidezza oppure da distrazione. Aggiungiamo anche che effettivamente esistono persone che si prendono naturalmente lunghe pause mentre parlano e che, anche in questo caso, i bravi bugiardi sfoggiano una parlantina spesso veloce e frizzante.

4. Braccia immobili o inerti sono segno di menzogna

Non è proprio così. Quella che in gergo viene chiamata fissità può indicare una bugia, ma in questo caso può significare anche autocontrollo o semplice prudenza. Inoltre, pensa ai tele-imbonitori che si sgolano durante le televendite. Spesso gesticolano in modo esagerato: i bravi bugiardi tendono a gesticolare molto mentre parlano, proprio come coloro che sono convinti di ciò che dicono.

5. Le mani sudate sono indice di menzogna

Le mani sudate sono solo indice di… mani sudate. Possono indicare stress, imbarazzo, oppure nervosismo. Inoltre, una persona su venti soffre di ipersudorazione. Tenete conto anche della temperatura dell’ambiente in cui vi trovate.

6. Grattarsi il naso è indice di una bugia

Grattarsi il naso è un gesto che in gergo viene chiamato pacificatore. Sono tutti i gesti che servono a darti conforto nei momenti di stress, come accarezzarti il collo, le braccia o le mani. Sono gesti che soltanto indicano la presenza di stress. Un interrogatorio, però, magari davanti a un poliziotto, sarebbe stressante anche per un innocente.

7. E’ facile individuare le bugie soprattutto tra i nostri cari

Falso e, piuttosto, è vero il contrario. Come ha dimostrato Paul Ekman, lo scienziato sul quale effettivamente è basato il telefilm “Lie To Me”, nonché scopritore delle cosiddette microespressioni, la maggior parte delle persone ha una capacità di individuare le bugie pari al 50%. In altre parole, come fare testa o croce. La cosa curiosa però è che quella piccola percentuale della popolazione che riesce ad individuare le bugie con una percentuale maggiore, non riesce a farlo con la moglie, il marito oppure con gli amici più cari, perché non riesce a scindere le proprie convinzioni personali dal resto.

La realtà è che un singolo gesto non vuol dire alcunché… e che la macchina della verità umana non esiste.

E’ la verità!

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Chi Sono
Leonardo Leiva Bio
Sono Leonardo Leiva, Coach Professionista, Master Practitioner di PNL (Programmazione Neurolinguistica). Dopo una esperienza ultradecennale in campo aziendale, lavorando in ruoli di responsabilità per aziende di diverso settore e dimensione, ho fondato il progetto Life Lab Coaching. Nel Coaching lavoro in ambito Business, Life (personale) e Sport. Sono anche formatore per aziende e organizzazioni in temi quali Leadership, Gestione del Tempo e Comunicazione Efficace. Come Coach metto a disposizione i miei talenti a servizio di chi vuole Vivere la Vita che desidera vivere. Se hai un Obiettivo da raggiungere, professionale o personale, oppure vuoi fare crescere la tua organizzazione, contattami con fiducia e sarò felice di aiutarti.
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Mindcheats
4 giugno 2010

Piuttosto che parlare di “falsi miti”, io preferisco definirli come “indizi”. Presi singolarmente non significano assolutamente niente, ma già tre o quattro insieme fanno suolare un campanello d’allarme: ci sono persone che fanno molte pause, non muovono le mani, non guardano negli occhi e si grattano il naso o si schiariscono spesso la voce, ma difficilmente fanno tutte queste cose insieme. Personalmente poi, dopo aver rilevto questi sintomi, preferisco avere la conferma utilizzando qualche “strategia d’attacco”. Insomma sono utili per farsi un’idea generale ed approfondire la cosa.

Leonardo Leiva
5 giugno 2010

Il senso di questo post è proprio questo. Parlando con le persone ho attraverso i social network ho notato come si dà facilmente del bugiardo a qualcuno soltanto perché “l’ho visto grattarsi il naso mentre lo diceva”. Invece, mi rendo conto che in quella frase si nascondono solo le convinzioni che quelle persone hanno su quel dato personaggio. È ovvio che, se si ha una convinzione, si farà di tutto per confermarla, ma avere visto due-tre puntate di “Lie To Me” non fa diventare nessuno un’”esperto di bugie”. Il mito, di fatto, è proprio questo: che dopo un secondo, avendo visto un gesto, una persona possa dire che un’altra dice o non dice la verità. Tale gesto, invece, come dici tu, è solo un elemento da inserire in un quadro d’insieme.

Piero
10 gennaio 2011

il falso è sempre riconoscibile se il bugiardo non sa mascherare. Io non attribuisco alcun valore a nessun indizio e non so da cosa arrivo a capire. Capivo anche da bambino. Ho letto solo stasera qualcosa sul linguaggio del corpo. La cosa più comune nelle bugie è arricchirle di particolari per renderle più credibili, la mancanza di spontaneità, la mimica che ha qualcosa che stona e altro che non saprei descrivere. Si può fingere perfettamente immedesimandosi, riuscendo così a mantenere il solito comportamento, altrimenti impossibile. Per esperimento, in bugia sono più convincente, in verità pretendo di essere creduto e solo solida stima può riuscire. Succedeva anche agli esami. Riuscivo meglio meno preparato.

Leonardo Leiva
11 gennaio 2011

Ciao Piero,
è quello che spesso dico: a volte l’intuito è il miglior alleato nel capire il linguaggio del corpo. Purtroppo, molti non riescono a separare l’intuito da tutte le sovrastrutture che hanno costruito sopra di esso, rendendo spesso il compito assai arduo.

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