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(A volte) è meglio rinunciare
2010

Ci sono volte in cui vogliamo a tutti i costi arrivare al traguardo. Abbiamo stabilito obbiettivi, fatto progetti, lavorato sodo, delineato il piano d’azione, eppure i risultati non arrivano. Proviamo strade diverse, cambiamo modo di agire, di pensare, di ragionare, chiediamo aiuto ma le cose non cambiano.
Alla fine, ci mettiamo il cuore in pace e decidiamo di rinunciare.
È coerente e giusto che un Coach dica che può essere una cosa giusta rinunciare?
La mia risposta è sì, per diversi motivi:
1. (A volte) rinunciare è la cosa “migliore”
Ci sono momenti in cui effettivamente, valutando “tutte” le alternative possibili, è meglio rinunciare e non insistere nel percorrere una determinata strada che può rivelarsi deleteria. Non è detto che una rinuncia fatta oggi non si riveli alla lunga una scelta giusta. Inoltre, fissarsi su un, solo, unico risultato, può nasconderti tutti gli altri obiettivi che potresti voler raggiungere. Così, un venditore che si fissa su un singolo cliente, seppure importante, può sprecare energie preziose quando, invece, conquistando tre clienti potrebbe arrivare allo stesso risultato di fatturato.
2. Rinuncia e flessibilità
Focalizzarsi solo ed esclusivamente su un determinato risultato può non portare da nessuna parte. Anche se hai provato a cambiare il tuo atteggiamento facendo qualcosa di diverso potrebbe non bastare. Forse il cambiamento va apportato al risultato che vuoi raggiungere. E non è detto che tale risultato vada stravolto completamente.
3. Rinuncia solo a una parte
I ragionamenti “tutto o niente” possono portare in nessun posto. Puoi, piuttosto, raggiungere un compromesso con te stesso e fare tutto ciò che è possibile per raggiungere ciò che in quel momento è davvero importante. Forse oggi non puoi permetterti la casa dei tuoi sogni, ma puoi sempre comprare il terreno che desideri e costruire buona parte della struttura, che potrà essere completata in un secondo momento con un ampliamento.
4. Rinunciare non è arrendersi
Attenzione a questa distinzione linguistica: finora ho parlato di ‘rinunciare’, non di ‘arrendersi’. Sono due cose diverse.
- Dietro una rinuncia sta una valutazione delle scelte che si hanno davanti e si ritiene che non continuare un certo percorso sia la cosa migliore. È una scelta intelligente, data da una visione oculata delle cose che permette, spesso, di dettare le proprie condizioni di uscita.
- La resa è una scelta prevalentemente emotiva data da valutazioni immediate e impulsive, lascia l’amaro in bocca e difficilmente lascia scampo. Si è disposti a tutto pur di uscire da una certa situazione, anche rimetterci.
Lasciare un lavoro in maniera ragionata, rinunciando a raggiungere quella posizione in quella determinata azienda, può significare raggiungere la stessa posizione (o una migliore?) in un’azienda diversa.
5. Cambia i tuoi obbiettivi
La strada che hai fatto finora ti ha portato insegnamenti, nuove conoscenze, nuove abilità. Hai imparato dai tuoi errori e comunque ora sei una persona diversa rispetto a quando sei partito. Magari oggi l’obbiettivo che ti eri posto non è poi così invitante e le cose che hai imparato e i risultati che finora hai ottenuto, ti possono permettere di rivalutare tali obiettivi e di cambiarli. Forse non diventerai mai uno chef di successo, ma tutto ciò che hai imparato potrebbe rivelarsi prezioso per diventare ristoratore del tuo ristorante di successo.
6. Non è una sconfitta, solo un risultato
Una frase alla quale credo molto è “i conti si fanno alla fine“. Ciò che oggi può sembrarti una sconfitta forse domani sarà solo un ricordo buffo o magari non lo ricorderai affatto. In realtà non esiste alcuna sconfitta, esistono solo risultati di cui prendere atto. Probabilmente non hai ottenuto il risultato che desideravi ma sicuramente ne hai ottenuto uno diverso. Tutti i ragazzini hanno patito per amore, per una persona che sembrava quella destinata a loro, l’unica e la sola con la quale sarebbero stati per sempre. Oggi quei ragazzini sono adulti, hanno fatto le loro esperienze di vita, magari hanno famiglia, figli o addirittura nipoti e ricordano quei momenti di gioventù con un sorriso. Se non avessero sofferto per amore da ragazzi oggi non avrebbero ciò che hanno.
7. Oggi non è per sempre
Chi l’ha detto che una rinuncia oggi significhi una resa eterna? Potrebbe non essere il momento giusto, potrebbero non esserci tutte le condizioni necessarie, potresti avere fatto uno sbaglio di cui ti renderai conto solo in un secondo momento. Niente dura per sempre e se vuoi davvero ottenere ciò che desideri forse basta solo fare passare un po’ di tempo. James Cameron ha aspettato 15 anni per fare uscire “Avatar” in quanto le tecnologie a disposizione nel 1995 non erano quelle necessarie per fare il film. Ha deciso quindi di dirottare i suoi sforzi su “Titanic”. Risultato: due successi indiscussi di critica e pubblico.
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Bellissimo articolo e se si riflette su questo argomento con questa ottica è facile tirarsi su di morale
E’ vero, talvolta rinunciamo perché mancano le condizioni adatte ma forse arriveremo allo stesso risultato qualche tempo dopo e passando per un’altra strada…
Ciao e a presto!
Proprio così Marina!
Da Stampare questo articolo è appenderlo su una parete XD
Grazie mille Amelio.







