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Acquisire abitudini in 21 giorni? Una bugia. Anzi no.
2010

Un argomento che spesso salta fuori, sia nel campo del Coaching che in quello della PNL – Programmazione Neurolinguistica, è il cambiamento e in particolare il cambiamento di abitudini, quelle funzionali che ci permettono di raggiungere i risultati che desideriamo, quelle depotenzianti o non funzionali che invece ci rendono più difficile arrivare a raggiungere un risultato.
Fumare, bere, abbuffarsi, mangiare cibi grassi, rimandare e procrastinare, sono attività non funzionali che a lungo termine possono rivelarsi dannose per noi e per chi ci circonda.
Andare a correre e fare attività fisica, mangiare cibi sani, tenere in ordine costante la casa oppure svolgere le attività lavorative più impegnative come prima cosa, invece, sono abitudini potenzianti che ci permettono di vivere una vita migliore.
Spesso e volentieri sentiamo dire che per cambiare o instaurare un’abitudine basterebbero 21 giorni (alcuni dicono 28), affermazione da attribuire al dott. Maxwell Maltz, autore del libro “Psicocibernetica”.
Nella realtà le cose non funzionerebbero proprio così.
Secondo una ricerca più recente condotta da Phillippa Lally dell’University College of London e pubblicata sulla rivista “European Journal of Social Psychology” sia il termine di giorni e le modalità di acquisizione di una nuova abitudine sarebbero differenti.
La ricerca infatti, effettuata su 96 volontari e su abitudini “semplici” da acquisire (come ad esempio mangiare un frutto dopo pranzo oppure correre per 15 minuti ogni giorno) dimostra che i volontari hanno impiegato tra i 18 e i 245 giorni per acquisire la nuova abitudine.
Successivamente i ricercatori, confrontando i dati, sono arrivati alla cifra media stimata di 66 giorni per acquisire una determinata attività e farla diventare routine. Di conseguenza, possiamo dedurre che i 21 giorni stimati da Maltz possono essere una stima al ribasso di quello che è il vero tempo che impiega una persona a trasformare una certa attività svolta a livello cosciente in automatismo, anche se rimane possibile che una persona acquisisca un certo automatismo nei 21 giorni previsti a suo tempo da Matlz.
Da questa ricerca però deriva una buona notizia: se per un giorno ci dimentichiamo di fare quella determinata cosa non succede alcunché. Quindi, anche la fiscalità prevista dalla teoria dei 21 giorni verrebbe sfatata. Diventa quindi possibile acquisire nuove abitudini anche con uno strappo alla regola.
Inoltre, i ricercatori hanno considerato diversi tipi di attività e hanno notato che un’abitudine semplice (es.: bere un bicchiere d’acqua ogni mattina) richiede meno tempo per essere assimilata piuttosto che una più elaborata o dalla maggiore difficoltà (es.: fare 50 addominali ogni mattina), per cui è importante avere in mente che tipo di abitudine si sta acquisendo per sapere quanto essa potrebbe richiedere per diventare automatismo.
Infine, un sottogruppo dei 96 volontari ha impiegato più tempo nel processo, il che fa presumere che alcune persone possano, a livello di convinzioni, essere resistenti ad acquisire degli automatismi.
Questa ricerca è importante perché se vogliamo raggiungere un obiettivo che richiede un cambio di abitudini, se non addirittura l’acquisizione di una nuova, prevedere meno di 66 giorni per raggiungere il risultato potrebbe essere una sottostima che, alla lunga, potrebbe trasformarsi in fallimento.
Ricapitolando:
- Ci vogliono in media 66 giorni per acquisire una nuova abitudine.
- Se l’attività è particolarmente impegnativa potrebbe volerci un po’ di tempo in più.
- Nel caso saltassimo un giorno, il processo di acquisizione rimane comunque efficace (quindi non usare uno sgarro come scusa per non continuare!).
- Se hai la convinzione di essere una persona resistente ad adottare delle buone abitudini, vale la pena lavorare anche su questo: è vero? Non hai davvero nessun automatismo potenziante? Proprio nessuno? Ti svegli ogni mattina? Fai colazione, pranzi, ceni? C’è un programma tv che non ti perdi mai per nessun motivo al mondo? Se hai già una abitudine non funzionale, cosa ti impedisce di averne anche di funzionali? Hai chiesto a parenti ed amici quali abitudini funzionali hai?
Quali sono le abitudini che hai che ritieni non funzionali? E quali abitudini funzionali puoi adottare per andarle a sostituire ad esse?
P.s.: dato che è anche una buona abitudine farlo
ti auguro una Buona Pasqua, serena, rilassante e ricca di felicità.
Photo Credit: William Murhpy
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Ciao Leonardo,
parole sante e bellissimo articolo.. Penso che dipenda molto dall’abitudine alle persone a cambiare atteggiamento o azioni, e quando lo credano possibile.
Se sei abituato o sei entrato in un ciclo di crescita personale sicuramente ti sarà più facile crearti una nuova abitudine potenziante! A me capita cosi!
Sicuramente se non riusciamo a cambiare un’abitudine forse il caso è di iniziare a lavorare su noi stessi e sulle nostre convinzioni.
A presto
Alberto
Ciao Alberto,
verissimo, come esseri umani partiamo tutti sullo stesso piano e allo stesso livello, per cui ciò che cambia nell’assumere un’abitudine potenziante spesso e volentieri sono proprio le nostre convinzioni, ed è interessante che dallo studio in questione questo fatto sia venuto a galla.
Henry ford diceva che tu ci credi o no, hai comunque ragione! ![]()
Quindi lavorare sulle proprie convinzioni è fondamentale quando queste lavorano contro di noi!
Proprio così Alberto.







