Cerca Nel Sito
Resta Connesso
Scarica gratis l’e-book!
In Evidenza
Categorie
- Coaching (102)
- Generale (8)
- PNL (Programmazione Neuro Linguistica) (24)
- Produttività (20)
- Training (5)
- Video (3)
Tag
Perchè i buoni propositi di fine anno non funzionano?
2010

Fine anno, tempo di buoni propositi, i cosiddetti ‘fioretti’. Molti ne fanno almeno uno in occasione delle festività, magari promettendo di andare in palestra e di mettersi in forma proprio durante il cenone di fine anno, tra una portata di cotechino e un piatto di lenticchie. Già c’è qualcosa che non va, non credi?
Ovviamente non mancano in questo periodo le riviste che risaltano i buoni propositi dei VIP, oppure addirittura c’è chi li stabilisce basandosi su ciò che dicono astrologi, maghi, medium & co. E se un proposito ricorrente è quello di migliorare la propria situazione finanziaria, spesso il risultato è che ad arricchirsi è solo il santone di turno.
Secondo le ricerche, il 75% delle persone che fanno dei buoni propositi li fanno cadere nel dimenticatoio entro il mese di marzo, di cui un terzo di essi lo fa entro gennaio. Di fatto, le ricerche dimostrano che stabilire dei fioretti per l’anno nuovo non funziona.
Quindi stabilire degli Obiettivi non aiuta a portarli a buon fine? Attenzione, finora ho usato le parole ‘buoni propositi’ e ‘fioretti’ perchè si differenziano notevolmente dagli Obiettivi. Ed è per questo che i buoni propositi non danno risultati. Ecco alcuni motivi:
1. Sono imprecisi
“Voglio perdere peso“, “voglio andare in palestra“, “voglio guadagnare di più“, “voglio cambiare lavoro” sono dei tipici ‘buoni’ propositi. Purtroppo, nessuno di questi è un Obiettivo chiaro è preciso. Quale peso vuoi raggiungere? Entro quanto? Come farai a raggiungerlo? A che palestra vuoi andare? Per fare cosa? E quante volte a settimana? A partire da quando? Che cifra vuoi guadagnare? Come puoi fare a farlo? Qual è il piano d’azione? Ci sono dei sotto-obiettivi da raggiungere prima? Che lavoro vorresti fare? Quali abilità devi ancora sviluppare? Entro quanto vuoi farlo? Sono solo alcune domande che servono a dare maggiore precisione alle frasi iniziali.
Dire “voglio andare in Inghilterra” è un buon proposito. Poi però si determina la città precisa, ad esempio Londra, quando si parte e quando si torna, in quale albergo si soggiornerà e quali musei ed attrazioni si visiteranno durante il viaggio. Ecco, questo è un vero e proprio Obiettivo. E se non stabilisci la tabella di marcia, anche un buon proposito è destinato a finire nel cassetto.
2. Si guarda il problema, non il risultato
Prendiamo il primo buon proposito tra quelli suggeriti: “voglio perdere peso”. In questo caso ciò che si fa è soffermarsi sul processo che ti farà raggiungere il corpo che vuoi, mettere quel vestito che non ti sta più, avere più energia, essere carico e avere più autostima. Quelli che ti ho elencato sono risultati, ma il processo qual è? La fatica, andare in palestra, correre, rinunciare a mangiare alcune cose, sudare. Spesso e volentieri i buoni propositi riguardano il problema, non il risultato. Ed è per questo che non vengono raggiunti. L’obiettivo non è comprare (tradotto: pagare) la macchina nuova, è avere la macchina dei propri sogni per fare un giro in Costa Azzurra capelli al vento. Quale dei due ti ispira di più?
3. Non si prendono sul serio
Se decidere di dimagrire tra un piatto di cappone e un tiramisù riserva più di qualche incoerenza, allo stesso tempo c’è chi decide addirittura del proprio destino durante il cenone, magari avendo bevuto un bicchiere di troppo e sfidando tutti a ‘chi la spara più grossa’. Ovviamente è lo stesso giochino che si fa tutti gli anni, ma nessuno di quei buoni propositi è andato in porto. Se non sei tu il primo a prendere sul serio il tuo Obiettivo, chi dovrebbe farlo?
4. (A volte) Sono troppi
Se le persone fanno fatica a mantenere un fioretto, figurarsi a mantenerne più di uno. Infatti, il 67% delle persone ha più di un buon proposito. Il problema è che non solo questi non vengono mantenuti, ma addirittura i nuovi fioretti si sommano a quelli vecchi (sempre imprecisi, sempre presi alla leggera). Non c’è un limite al numero di Obiettivi che possono essere raggiunti, ma se non riesci a stare dietro a un singolo Obiettivo, mettere altra carne al fuoco di certo non ti aiuterà.
5. Non c’è un sistema di controllo
Che bello, hai il tuo Obiettivo per il prossimo anno! E quando controllerai se l’Obiettivo è stato raggiunto? Probabilmente alla fine dell’anno dopo! È inutile dire che così non funziona. Un vero Obiettivo è quello che ha dei parametri, degli standard che possono essere controllati e verificati in maniera analitica. Non solo, ma il controllo andrà effettuato su base mensile, settimanale o (a seconda dell’obiettivo) addirittura giornaliera.
Quando si costruisce una casa si parte dalle fondamenta e ogni giorno si verificano i progressi fatti sul campo. Poi, periodicamente si valuta l’avanzamento dei lavori, se sono in linea con la tabella di marcia prestabilita, se bisogna fare qualcosa per recuperare del tempo, se si sta rispettando il budget dei costi oppure se bisogna aprire una nuova linea di credito, ecc. Se vuoi costruire un qualcosa d’importante per il tuo futuro, devi procedere allo stresso modo.
6. Non si passa all’azione
Questo è forse il motivo principale per cui i buoni propositi non funzionano. I fioretti sembrano fatti apposta per non agire, quando invece è solo l’azione che ti porterà a raggiungere dei risultati. Un vero Obiettivo comporta anche lo stabilire un piano d’azione che dica esattamente, passo per passo, quando, come e chi deve compiere quell’azione. Non solo, ma è fondamentale che la prima azione da compiere per raggiungere l’Obiettivo venga fatta il prima possibile, se non subito entro le 24 ore successive. Farlo significa posare la prima pietra, porre le basi per raggiungere i Risultati che desideri e Vivere la Vita che Vuoi.
Photo Credit: Johan Berna

Possono interessarti anche questi articoli?
Un bell’elenco, completo e ben sviluppato. L’importante nello stabilire i nuovi propositi è focalizzare la mente sugli stessi, altrimenti finiscono sempre nel dimenticatoio. Capodanno può essere sì una buona “miccia” per innestare quel processo che fa partire i buoni propositi, ma senza della costanza non si va da nessuna parte.
Oltre a quello che hai detto tu, aggiungerei anche che è necessario avere una serie di ricompense lungo il percorso, per motivarsi ancora di più e non perdere il momento.







