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Coach: un termine usato a sproposito
2010

Sto notando che sempre più spesso il termine “coach” viene usato per definire anche i mestieri più strani.
Dall’”emotional coach” (personaggio che ti mantiene calmo prima del matrimonio) , al “web coach” (consulente web), al “shopping coach” (non bastava “personal shopper” o “consulente d’immagine”?) per non parlare dell’”astro-coach” (una persona che farebbe coaching con l’astrologia – se gli astri ti dicono cosa fare, a cosa ti serve un coach?), dei “security coach“ (persona che ti insegna la legge 626, cioè sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), il “restaurant coach” (consulente della ristorazione) o per arrivare ai “coach del benessere“ (venditori di integratori).
Nessuno pretende l’esclusiva dell’uso della parola “coach”. Però, se queste persone usano tale termine solo per darsi un tono e dare più credibilità al mestiere che fanno, forse potrebbero pensare ad aumentare la loro professionalità; oppure dovrebbero chiedersi se è davvero il lavoro che vogliono fare, dato che nutrono dei dubbi sul loro mestiere e quindi sentono il bisogno di adornarlo con termini stranieri.
Inoltre, ciò che hanno in comune i mestieri che ho appena accennato, è l’ambito strettamente consulenziale. Io dico, tu fai. Se sai cos’è il Coaching, sai anche che la consulenza non rientra negli Obiettivi del Coaching. Sei tu l’artefice del Tuo Destino, sei tu che decidi dove andare. Il Coach ti aiuta ad allargare il tuo punto di vista, a vedere più scelte, in maniera tale che il futuro che ti crei sia davvero ciò che Vuoi. E ci sarà sempre il Coach ad accompagnarti durante il cammino, che sarai comunque sempre Tu a percorrere.
D‘altro canto, anche chi dice di essere un coach, non è detto che sia una persona che ha ricevuto la formazione necessaria per farlo. Questo è particolarmente diffuso per chi si definisce life coach (in ambito personale), dato che per fare Coaching in ambito aziendale (Business Coaching) è più difficile improvvisarsi: se non si hanno delle solide basi, che comprendono anche studi nel campo del management e/o una esperienza diretta del mondo aziendale, è difficile dare prova della propria competenza e produrre risultati.
Il fatto che non esista un albo ufficiale, con una regolamentazione ben precisa riconosciuta a livello governativo e degli standard da seguire, rende difficile distinguere chi può essere davvero un Coach degno di quel nome.
Per tutti questi motivi, mi sembra giusto dire delle cose, forse anche scomode, ma che è giusto e doveroso che un cliente di Coaching conosca prima di affrontare un percorso di questo tipo. Pertanto, possiamo dire che il Coach:
Non è né uno psicologo né un terapeuta
Mettiamolo subito in chiaro. Il Coach è lontano da qualsiasi forma di terapia, non si occupa di patologie, non fa prognosi né diagnosi, né può prescrivere farmaci. E’ per personaggi che usano il coaching in questo modo che alcuni parlano di chi fa questo mestiere come “psicologi dei poveri”. Inoltre, questi personaggi possono essere anche accusati di abuso della professione medica e perseguiti a norma di legge. Niente psicologia da bar. Il Coach è un personal trainer degli obiettivi e dei risultati, un facilitatore del cambiamento, e le metodologie del Coaching sono incentrate sul risultato piuttosto che focalizzate sul problema. Allontanati da chi non rispetta questo concetto.
Non è un consulente
Il consulente è pagato per dare pareri e opinioni. Dice quello che devi fare, nel suo circoscritto ambito di azione. Non è questo il mestiere del Coach, il quale aiuta il cliente a trovare le proprie risposte, chiarendo dubbi, facendo domande pertinenti, mettendolo di fronte alla propria realtà e aiutandolo ad allargare il ventaglio di scelte, senza entrare nel merito delle decisioni prese dal cliente.
Non si occupa di diete
L’abuso della parola coach si denota anche in questo. Molti partono dal definirsi coach per poi dare diete, fornire consigli alimentari e altro ancora. Per iniziare, questa è una consulenza e il Coach non è un consulente. Poi, questa dovrebbe essere una consulenza qualificata. Ci sono lauree che consentono di poterlo fare, in maniera da ottenere la qualifica di dietista, dietologo o nutrizionista. Chi non ha questo tipo di formazione e fornisce informazioni di questo tipo, anche in questo caso fa abuso della professione medica.
Non vende né fornisce consigli su integratori, medicine e altre sostanze
L’abuso del termine coach è palese in casi come questo. Persone che, con la qualifica di “coach del benessere”, ti offrono integratori alimentari, medicine alternative, erbe, sostanze dubbie e chi più ne ha più ne metta. Attenzione: queste persone non sono coach. Lo scopo del coaching è quello di fare raggiungere gli obiettivi a chi ne fa richiesta. Non è vendere alcunché. Aggiungo: sei sicuro che benessere significhi assumere sostanze di dubbia provenienza?
Non è né un santone né un guru
Anche in questo caso, il santone o il guru è un personaggio che dà risposte, ti dice esattamente cosa devi fare e come devi vivere. Inoltre, spesso parlano di argomenti mistici e trascendentali che nulla hanno a che vedere con il Coaching. Il Coaching è basato su risultati tangibili e concreti ed è questa la vera forza di questa metodologia.
A mio avviso, un primo importantissimo filtro da prendere in considerazione è semplicemente il tipo di certificazione o formazione che queste persone hanno ottenuto. Non basta infatti leggere un libro o fare un corso per essere definiti Coach, ma è un percorso che richiede tempo, studio, formazione di qualità e impegno a lavorare su se stessi. Quest’ultimo punto è il più difficile da trovare.
Attenzione: anche se possono esserci dei punti in comune, la formazione in campo psicologico è diversa dalla formazione ricevuta nel coaching, in quanto è completamente diversa la finalità di utilizzo. Uno psicologo quindi non è un coach, a meno che non abbia ricevuto la dovuta formazione anche in quel senso. Se è giusto che chi pratica il Coaching rispetti il mestiere altrui, è altrettanto giusto che anche gli altri professionisti facciano altrettanto.
Per cui, se vuoi servirti del Coaching per affrontare una sfida, un obiettivo o un periodo sfidante della tua Vita, ti invito semplicemente a chiedere quale tipo di formazione e di certificazione queste persone hanno avuto e, possibilmente, di dimostrartela.
Per quanto mi riguarda, come NLP Coach (specializzato in Programmazione Neurolinguistica), mi sono formato nella Scuola di NLP Italy, altamente qualificata nel settore e in assoluto una delle migliori a livello di Coaching in Italia e nel mondo.








