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Coaching: 10 esempi concreti in cui può aiutarti (I parte)

16 apr
2010

Il Coaching è una metodologia che davvero può essere applicata negli ambiti più vari. La costante resta sempre quella del raggiungimento di obiettivi e del miglioramento dei risultati. Se ci sono questi elementi allora il Coaching può davvero fare la differenza, qualunque sia l’area d’applicazione.

Ciò che ho constatato è che a volte non è semplice mettere in risalto la concretezza e la specificità del Coaching. Uno dei punti di forza del Coaching è proprio quello del basarsi su fatti concreti, su ciò che puoi fare per cambiare una situazione o sul come bisogna svolgere un determinato compito per raggiungere un obiettivo.

Per dimostrarti la concretezza del Coaching, ti sottopongo 10 casi comuni in cui il lavoro tra Coach e cliente può portare a ottimi risultati. Ovviamente ogni caso fa storia a sé e nella realtà potremmo giungere a conclusioni diverse. Sono divisi virtualmente per ambiti, anche se alcuni casi possono corrispondere anche ad aree diverse: ad esempio, un blocco mentale per lo sportivo può corrispondere al blocco mentale di un lavoratore nel parlare in pubblico o nell’affrontare il suo capo.

Data la lunghezza del post, ho deciso di dividerlo a metà. La seconda parte potrai leggerla lunedì prossimo.

Business Coaching (ambito Aziendale e Manageriale)

1. Voglio aumentare le vendite

Un esempio classico d’intervento in ambito aziendale è quello del miglioramento dei risultati aziendali. Si parte sempre dallo stabilire un obiettivo concreto e realistico sul quale lavorare (es.: aumentare il fatturato della linea di produzione “X” del 10% entro il 31/12/2012). Da qui si analizza la situazione attuale, i punti di forza dell’azienda (es.: il servizio clienti), del mercato, dell’ambiente, dell’organismo personale e in particolare della forza vendite… Si valutano eventuali ostacoli (es.: i venditori non hanno ricevuto una formazione specifica nelle vendite e l’azienda ha trascurato alcune zone) e si verifica ciò che ha impedito finora all’azienda di superarli. Da qui si disegna un piano d’azione che tenga conto di tutti gli elementi e si delinea un preciso cammino da seguire per raggiungere l’obiettivo. Uno dei vantaggi principali di svolgere questo lavoro con un Coach è quello di riuscire a vedere determinate situazioni da un’altra ottica, senza restare fossilizzati nelle stesse soluzioni e negli stessi schemi di pensiero.

2. Voglio aumentare la produttività

Altro esempio classico è quello dell’aumento della produttività. La differenza è che, mentre nel primo caso l’aumento delle vendite si traduce in una voce di bilancio ben precisa o in un numero di pezzi determinato, che può essere facilmente monitorato e controllato, quando si parla di produttività si parla di qualcosa che, nel concreto, non molti sono in grado né di determinare né di calcolare. Il primo passo quindi sarà determinare gli elementi che faranno percepire al manager che effettivamente sta avvenendo un miglioramento nella produttività, cioè i suoi criteri, e soprattutto come questi eventi si riflettano poi anche nel concreto, sui libri contabili oppure nei registri di presenza del personale. Abbiamo detto che il Coaching è basato sul concreto ed è in casi come questo che si vede la sua utilità: traducendo un’”ideale” come quello della produttività in elementi tangibili, riscontrabili e controllabili nel tempo. Lavorare sulla produttività infatti può avere i significati più vari: dallo snellire un processo in catena di montaggio, a lavorare sull’agenda dell’amministratore delegato, al fare uno studio sull’ambiente lavorativo per dare maggior motivazione e affiatamento al personale.

3. Il mio gruppo non è affiatato

Altro caso in cui viene chiamato in causa il Business Coach è quando ci sono difficoltà relazionali in un gruppo, che può essere un piccolo team, un reparto, o addirittura tutti i componenti di un’azienda, soprattutto se si parla di PMI (Piccole Medie Imprese). In questi casi parliamo quindi di Team Coaching. Molti manager pensano che si faccia gruppo e Team Building durante i cenoni di fine anno. Altri, invece, in riunioni lunghe e noiose. Niente di più sbagliato. Il lavoro del Coach, in questo caso, è quello di analizzare le abitudini dei singoli, di parlare e di confrontarsi apertamente con loro, per capire le meccaniche di gruppo e dove siano gli ostacoli che impediscono l’amalgama del gruppo. Una volta rimossi gli ostacoli, che possono dipendere da fattori relazionali o anche ambientali (es.: siamo sicuri che quelle pareti divisorie siano funzionali all’obiettivo?), possiamo partire con un obiettivo chiaro, come quello di “dare una mission e una vision condivisa nel team” che permetta a tutto il gruppo di sapere chi sono come gruppo (o chi vogliono essere), dove stanno andando e quale ruolo occupa ogni singolo componente. Una volta stabilito questo, si stabiliscono i criteri che renderanno verificabile nel tempo che si sta seguendo la mission e la vision condivise, gli stessi criteri che poi andranno a riversarsi, ad esempio, in un Business Plan.

Life Coaching (ambito Personale)

4. Sono disorientato

Per assurdo, la mancanza di obiettivi è un caso tipico di ricorso al Coach. Di conseguenza, il primo obiettivo diventa quello di trovare degli obiettivi, che spesso vuol dire anche trovare stimoli e motivazione. Tramite vari strumenti, il Coach aiuta il cliente a visualizzare in maniera analitica quelle che sono le varie aree che compongono la sua vita (ad esempio la famiglia, lo svago, la carriera, le relazioni…) per creare un quadro d’insieme e iniziare a vedere i fattori d’insoddisfazione. Da qui, si può impostare un piano per ristabilire alcune di queste situazioni, che possono quindi diventare degli obiettivi concreti. Ad esempio, il cliente può scoprire che non dedica abbastanza tempo allo svago e che questo gli crea insoddisfazione. A questo punto, potrebbe stabilire un piano d’azione che gli permetta di dedicare un certo numero di ore alla settimana allo svago, magari a seguire un hobby che ha sempre desiderato fare ma al quale non ha mai pensato di dedicare tempo.

Se vuoi seguire gli altri 6 esempi leggi la seconda parte.

Photo Credit: Elliott Brown

Hai un Obiettivo da raggiungere, professionale o personale? Vuoi migliorare i tuoi Risultati oppure desideri affrontare al meglio una fase di Cambiamento? Il Coaching, per te o per la tua azienda, è la scelta giusta! Per qualsiasi informazione contattami con fiducia e sarò felice di aiutarti.

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Marina
16 aprile 2010

Noooo! Aspettare fino a lunedì? Sadico :P
Complimenti, molto interessante!

Leonardo Leiva
16 aprile 2010

Grazie Marina, sono contento che ti sia piaciuto.

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