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Il caso Cassano e come chiedere scusa efficacemente
2010

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum“. Quante volte hai sentito dire questa frase? Probabilmente molte. Errare è umano, nessuno è esente dal farlo e si può sbagliare anche involontariamente. Da qui, oltre il problema dello sbaglio in sé, nasce un’altra questione: come chiedere scusa? Molti trovano la soluzione semplicemente NON chiedendo scusa, ma questa è un’altra storia.
In questi giorni probabilmente ti è capitato di sentire del litigio tra il Presidente della Sampdoria Riccardo Garrone e Antonio Cassano, attaccante della squadra blucerchiata e della Nazionale. L’ennesima cassanata, come si dice ormai anche nel linguaggio comune.
Dopo il diverbio avuto con Garrone, il giocatore barese ha chiesto scusa a destra e a manca, con comunicati stampa, al Presidente, alla squadra, ecc. L’intervista che vi riporto qui sotto, però, ha richiamato la mia attenzione. Eccone trascritta una parte.
“C’è stato un diverbio molto acceso fra me e il Presidente… io naturalmente ho usato toni sbagliati… gli voglio chiedere scusa davanti a tutta Italia… PERÒ in questi giorni ho letto tante… cose non vere, una su tutte dove io dicevo al presidente ‘vecchio di m…’ cosa che non è affatto vero… …è la cosa che mi ha dato più fastidio insieme ad altre cose però questa è la più grave… però penso che non sia questo… l’ufficio giusto per… tutelare la mia immagine, la tutelerà il mio avvocato nelle sedi più opportune”
Sono queste delle scuse? Sono delle parole umili pronunciate da una persona davvero dispiaciuta dei suoi comportamenti?
Senza andare ad analizzare nel dettaglio il non verbale (il linguaggio del corpo) e il paraverbale (il tono della voce) che usa Cassano, mi soffermo solo sul messaggio. Quel “però” che ho evidenziato in maiuscolo, di fatto, cancella tutto quello che è stato detto precedentemente, quindi le scuse, lasciando solo spazio a ciò che non gli è andato giù e alle minacce di denunce in tribunale.
Perciò, evidentemente queste non sono delle vere scuse.
E allora, come dovrebbero essere le scuse “perfette”?
Anche se non esiste il modo definitivo di chiedere perdono, sono tre le componenti che dovrebbero essere sempre contenute quando chiedi scusa a qualcuno:
1. Ho sbagliato…
La prima cosa da fare è assumersi le proprie colpe. Non importa se non abbiamo il 100% della responsabilità (di solito è così), quello che conta è che ci assumiamo davvero la colpa di ciò che abbiamo fatto, senza cercare scuse né giustificazioni. Non diremo quindi solo “ho sbagliato” ma diremo anche esattamente cosa abbiamo fatto di errato.
2. Mi dispiace
Solo dopo che ci siamo assunti le nostre colpe, possiamo chiedere davvero scusa. Le scuse dovranno essere sincere. È già difficile fingere in situazioni normali, se in più si è stressati o si ha della rabbia e del rancore la cosa si complica ulteriormente. Se riusciremo però a metterci nei panni dell’altro e ad assumerci davvero la responsabilità di ciò che è successo, allora sarà più semplice che quel “mi dispiace” sia sincero e venga dal cuore.
3. Cosa posso fare per rimediare?
Questo è il punto che quasi tutti trascurano. Ok assumersi le colpe, va bene anche chiedere scusa in maniera sentita, ma puoi fare qualcosa per rimediare a quel pasticcio? Ecco il modo migliore di farsi perdonare: con i fatti, dandosi da fare per cambiare in meglio la situazione, fare vedere che ti importa veramente dell’altro. Questo è il modo migliore di fare capire davvero che ti dispiace per ciò che è successo.
P.S.: questo post è stato ispirato da una conversazione “virtuale” avuta con l’amico Fabrizio Di Carlo.
Photo Credit: Alexa Clark








