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Coaching: Il Contratto
2011

Il contratto nel Coaching è una delle fasi più delicate nel rapporto tra Coach e cliente. Questo è il momento in cui entrambe le parti prendono un impegno che va ben oltre quello di un semplice rapporto di consulenza. Spesso ci si rivolge a un Coach infatti quando si hanno obiettivi che possono cambiare, in positivo o in negativo, una parte importante della propria vita: cambiare lavoro, intraprendere una nuova attività, decidere il futuro di una relazione o migliorare la propria sicurezza. Iniziare quindi la collaborazione con il piede giusto è più che mai importante.
Il contratto di Coaching è il momento in cui vengono rese esplicite le “regole d’ingaggio” dell’intervento di Coaching. In particolare, vengono messe in chiaro punti chiave quali:
- Cos’è il Coaching, come si svolge una sessione, chi è il Coach;
- Stile del Coach;
- Responsabilità del cliente (cosa deve mettere sul piatto per iniziare un rapporto di Coaching);
- Affinità tra Coach e cliente, scioglimento di eventuali dubbi;
- Stabilire se il Coaching è la metodologia giusta per il cammino che il cliente andrà ad affrontare;
- Parte burocratica (sede delle sessioni, calendario delle sessioni, compensi, ecc.);
Il contratto di Coaching, di solito, si evince al momento dell’intake, cioè in quell’incontro conoscitivo che precede l’inizio vero e proprio del rapporto tra Coach e cliente, antecedente quindi l’avvio del calendario di sessioni vere e proprie.
Un bravo Coach dedica la massima attenzione a questa fase, in maniera tale da non andare a pregiudicare l’intero futuro rapporto collaborativo con il cliente, senza che egli si crei false aspettative e facendo in modo che recepisca esattamente quali sono le sue responsabilità, cosa cioè deve fare e dare in questo rapporto di collaborazione. Se il contratto di Coaching viene esposto al meglio, il cliente sa esattamente cosa aspettarsi dal Coach e quali sono i suoi compiti.
Nel caso il Coach intervenga all’interno di un’azienda, i soggetti coinvolti nel rapporto di Coaching saranno (almeno) tre:
- il Business Coach;
- il committente, cioè l’azienda cliente;
- il coachee, cioè colui che riceve il Coaching vero e proprio (saranno più di uno in caso di intervento rivolto al Team Building).
In questo caso il contratto di Coaching coinvolgerà questi tre soggetti. Con il committente si andrà a firmare il contratto fisico vero e proprio e con il coachee andranno comunque chiariti tutti i punti di cui abbiamo già parlato. In più, sarà dedicata particolare attenzione al tema riservatezza: il Coach infatti, dovrà necessariamente riferire determinate informazioni riguardanti il coachee all’azienda committente. Il Coach, però, metterà subito in chiaro che i dati riferiti saranno solo quelli necessari a raggiungere l’obiettivo, mentre saranno mantenuti riservati sia i dati non strettamente attinenti l’obiettivo, sia quelli riguardanti la vita personale del coachee.
Avviando fin dall’inizio un rapporto chiaro e limpido, il Coach getta le basi per un rapporto produttivo e di collaborazione con il cliente. In questo senso, il contratto di Coaching è e resta una delle fasi fondamentali.
Photo Credit: Jeff Bauche

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Concordo assolutamente con te.
Per esperienza, siccome uno all’inizio è tutto ansioso di partire con le sessioni, l’ultima cosa a cui pensa è alla “burocrazia del contratto”.
Ebbene, è un boomerang che ti torna indetro a 200 all’ora.
Mi sono dovuto sforzare per abituarmi all’idea di investire anche più di un’ora di tempo per spiegare ogni virgola.
Ma ora posso dire che NE E’ VALSA LA PENA.







