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La storia del viandante
2010

C’era una volta un viandante, che a ogni villaggio si fermava per comprare nuovi attrezzi.
“Mi serviranno durante il viaggio” pensava il viandante.
Così, a ogni villaggio questi si fermava.
Quando aveva bisogno di denari, sostava in un villaggio il tempo necessario per raccoglierne una certa somma. Fece molti lavori, tutti diversi tra loro. Aveva una rapida capacità di apprendere e una buona abilità. Di questo però egli non si curava.
“Ho raccolto abbastanza denari: posso riprendere il viaggio“. Così il viandante abbandonava quel villaggio e riprendeva a camminare.
Un giorno arrivò in uno dei tanti villaggi e chiese, come al suo solito, dove poteva reperire nuovi attrezzi. Gli venne indicata l’officina del saggio del villaggio.
Appena entrato nell’officina, vide il saggio e gli disse:
“Che attrezzi puoi darmi che ancora non ho?”
Gli mostro gli strumenti che aveva in suo possesso. Erano di ogni tipo e dimensione, per ogni uso e ogni occasione. Molti erano ridondanti. Altri erano ormai vecchi e arrugginiti. Altri superati. Altri ancora servivano a fare cose che una persona dalla discreta abilità avrebbe potuto svolgere senza alcun supporto.
“A cosa ti servono tutti quegli attrezzi?” chiese il saggio.
“Mi serviranno durante il viaggio” rispose il viandante.
“E dove stai andando?” chiese con curiosità il saggio.
“…per dire la verità… ancora non lo so” rispose il viandante abbassando lo sguardo.
“Devono pesare molto gli strumenti che ti porti dietro. E se ti dicessi che, dove stai andando, non ne avrai alcun bisogno?”
“Potrei darti ragione… se solo sapessi dove sto andando“.
“Ho io l’attrezzo di cui hai bisogno“. Il saggio andò nel retrobottega e ritornò con una mappa. Così inizio a fare domande al viandante, su di lui, sulle sue abilità, sui suoi sogni. Presto il viandante si rese conto che avrebbe potuto fare a meno di molti attrezzi, di alcuni perché superflui o vecchi, di altri perché nel corso del cammino aveva sviluppato le abilità necessarie per sopperire a quella funzione.
Il saggio continuava a porre domande, tutto questo tenendo sempre sott’occhio la mappa.
A un certo punto, il viandante esclamò:
“Ecco, è lì che io voglio andare!“.
Così, il saggio aiutò il viandante a tracciare la strada migliore per arrivare alla città desiderata.
Il viandante lo ringraziò e comprò l’unico ‘attrezzo’ di cui avesse davvero bisogno: la mappa.
Lasciò lì molti degli strumenti comprati durante il viaggio. In quel momento aveva piena consapevolezza nelle sue risorse e sapeva che, nel caso avesse avuto bisogno di altri attrezzi, avrebbe sempre potuto reperirli durante il cammino.
Ora sapeva dove andare. Ora sapeva la strada. E ora sapeva ciò di cui aveva davvero bisogno nella Vita: una meta.
Photo Credit: Newsbie Pix
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