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PNL e Time Line: le neuroscienze confermano
2010

È interessante notare come, nonostante ci sia chi voglia demonizzare a priori la PNL, spesso le scienze confermino ciò che Richard Bandler, John Grinder e altri ricercatori in Programmazione Neurolinguistica hanno intuito in tempi non sospetti.
Un classico esempio di tutto questo lo troviamo in una tecnica recentemente introdotta conosciuta come EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), “sviluppata” dopo il 1987 da Francine Shapiro, ricercatrice del Mental Research Institute di Palo Alto (città di nascita della PNL).
Ne potete vedere un esempio nel seguente filmato:
Chi studia la Programmazione Neurolinguistica sa che una tecnica “simile” esiste già, con meno limitazioni nell’uso rispetto all’EMDR, scoperta da Bandler e Grinder e sviluppata oltre un decennio prima da vari ricercatori in PNL (due su tutti Robert Dilts ed Eric Robbie), quella che oggi viene conosciuta come ‘Segnali Oculari d’Accesso’ (Eye-Accessing Cues) oppure LEM (Lateral Eye Movement).
Entrambe le tecniche hanno origine dagli stessi presupposti. Infatti, è inconfutabile che la Dott.ssa Shapiro conoscesse bene la PNL, dato che ha lavorato per la Grinder, Delozier and Associates negli anni ’80.
Un’altra tecnica assai conosciuta della PNL è quella della Time Line o Linea del Tempo.
Cos’è la Time Line della PNL?
In poche parole, è il modo in cui ognuno di noi dispone i propri ricordi. Lungo una Timeline immaginaria, ognuno di noi posiziona naturalmente i diversi eventi che sono accaduti (passato), accadono (presente), oppure che addirittura potrebbero accadere (futuro) nell’arco della propria vita.

Dall’immagine puoi capire come funziona la Time Line della PNL – Programmazione Neurolinguistica.
Come scoprire la propria Time Line?
Chiudi gli occhi e pensa a un evento qualsiasi a te successo 5 anni fa. Immaginalo vividamente, come se lo stessi vivendo in questo momento. Se tu potessi prendere questo evento tra le mani, come se fosse un oggetto (una foto, ad esempio), dove lo disporresti nello spazio intorno a te? Probabilmente noterai che metterai questo evento dietro di te, oppure di fianco (probabilmente a sinistra).
Fai la stessa cosa con un evento che vorresti succedesse tra 5 anni. Immaginalo vividamente. Poi, disponi questa proiezione “fisicamente” nello spazio che ti circonda. Dov’è? Probabilmente davanti a te, oppure di fianco (probabilmente alla tua destra).
In questo momento hai un riferimento chiaro di dov’è per te il passato e dov’è il futuro. Con ogni probabilità quindi, il posto in cui sei situato in questo momento rappresenta il tuo presente.
Se proverai ad evocare nuovi ricordi o a immaginare nuovi possibili futuri, vedrai che disporrai naturalmente le immagini lungo la tua personale Linea del Tempo, più vicine o lontane fisicamente a seconda se sono più vicine o lontane nel tempo.
Anche se ognuno ha una personale Linea del Tempo, i pattern che si trovano più comunemente sono due:
- Da dietro (passato) in avanti (futuro) (come l’immagine di esempio che ti ho proposto)
- Da sinistra (passato) a destra (futuro) (il verso di solito cambia con i mancini)
Ora, sicuramente ricordi una persona che parlando di un evento passato ha detto frasi del tipo “è già successo” oppure “quel che è stato è stato” facendo un chiaro segno con il braccio, come se stesse buttando qualcosa dietro di lui. Allo stesso modo, ricorderai di persone che parlano del loro futuro guardando in avanti, magari gesticolando o puntando il dito di fronte a loro. Queste persone, inconsciamente, ti hanno di-mostrato la loro Time Line.
Time Line e Neuroscienze
È notizia di questi giorni che, ben quattro decenni dopo la scoperta di Bandler e Grinder, viene avviato il progetto di studio ‘MindTravel’. Cito l’articolo presente su “La Stampa”:
La capacità di viaggiare mentalmente nel tempo comporta l’esistenza di una rappresentazione ordinata e coerente (che integra memorie, percezioni del presente e intenzioni relative al futuro) e di un sistema di selezione che permette di focalizzare il pensiero verso eventi specifici, sulla linea del tempo.
Anche questa ricerca quindi conferma le scoperte già fatte in questo senso dal mondo della PNL. Molto importante per quanto concerne l’argomento è l’opera di Robert Dilts, che era insieme a Bandler e Grinder fin dagli albori della Programmazione Neuro Linguistica, e di Tad James e Michael Hall, altri importanti ricercatori.
È affascinante quindi notare come la PNL trovi conferme della propria validità anche nel campo scientifico più “classico”.
Photo Credit: Ralph Hogaboom








