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Santoni, guru e altri paradossi
2010

A volte mi capita di notare quanto alcune persone abbiano una idea errata di ciò che significa essere Coach. Dalle loro parole ne viene fuori una immagine distorta, sfocata, di un personaggio che ti dice cosa devi fare, come devi vivere, di un’entità perfetta, che non ha problemi, oppure che millanta cose che non ha o dice cose che non è, che vuole soldi per raccontarti il segreto della vita, del successo o del fare soldi.
Il personaggio appena descritto categoricamente NON è un coach.
Casomai è un santone, un guru autoproclamatosi come tale. Certamente alcuni personaggi che usano a sproposito la parola ‘coach’, contribuiscono a generare confusione e a screditare una professione seria e nobilissima.
Se hai letto già alcuni articoli del blog, sai in cosa consiste la professione del Coach. Se invece hai ancora dei dubbi, ora risponderò a questa semplice, paradossale, domanda: in cosa si differenzia un Coach serio da un guru?
Le differenze sicuramente sono molte di più e penso che già queste possano chiarirti le idee.
1. Il Coach fa domande, non dà risposte
E’ alla base dell’essere Coach.
Una persona che ti fornisce le risposte, un personaggio che ti dice cosa devi o non devi fare, lo può fare soltanto dalla sua prospettiva, partendo dai suoi valori, dalle sue convinzioni e dalla sua esperienza. Le risposte che quindi arriveranno da questo personaggio rischiano di essere inutili, sbagliate o addirittura dannose.
Il Coach, invece, è un facilitatore: attraverso domande acute e pertinenti, ti aiuta a trovare quelle che sono le risposte migliori per te, ampliando la visione della tua realtà. Sei tu che hai le risposte, sei tu che conosci il tuo mondo. Il Coach ti aiuta a estrapolarle.
2. Sei tu a scegliere i tuoi modelli
I santoni si pongono come metro di paragone dell’umanità. Vivono come dovresti vivere tu, si vestono come dovresti vestirti tu, si atteggiano come dovresti atteggiarti tu. Se vivi come loro allora (forse) sei sulla strada giusta e potrai ricevere il fantomatico segreto per passare allo stadio successivo, se no allora chissà cosa ti aspetta.
Il Coach, al contrario, lavora sull’unicità di ogni persona. Sono solo le tue abilità, le tue capacità, il tuo potenziale, che ti porteranno a raggiungere i tuoi obiettivi. Casomai, sarai tu a scegliere dei personaggi da modellare per un preciso comportamento: un presentatore televisivo per parlare in pubblico, un campione affermato nello sport, un uomo d’affari di successo nel business. E non arriveranno mai ad essere personaggi da seguire come dei guru: Jimi Hendrix è sicuramente da modellare da un punto di vista musicale, non certo dal come ha trattato il proprio fisico.
Attenzione: modellare non significa imitare: Quentin Tarantino ha fatto la sua fortuna ispirandosi ai film di Sergio Leone, eppure non ha mai girato un western. L’obiettivo è sviluppare certe abilità conservando il proprio stile.
Il Coach può essere un modello? Certamente, forse non lo sarà nel campo specifico sul quale stai lavorando, ma il Coach professionista sarà sempre un esempio di congruenza e di integrità.
3. Sei tu il Responsabile del Risultato
Ovvero, il Coach non ha la bacchetta magica.
I santoni promettono il cambiamento, danno la certezza del risultato, giurano che possono cambiare una persona con uno schiocco di dita.
Il Coach invece sa che non funziona così, principalmente per due motivi.
- La Responsabilità del risultato è del cliente: il Coach mette a disposizione la sua esperienza e le sue abilità ed è solo ed esclusivamente il cliente che andrà a realizzare ciò che è stato stabilito durante la sessione di Coaching. E’ come l’allenatore sportivo: rimane a bordo campo, perché è l’atleta che deve giocare la partita.
- Il Cambiamento è un processo: può essere più o meno veloce, più o meno facile, ma difficilmente una persona cambia in un istante. Una persona che smette di fumare, probabilmente ricorda data e momento esatto in cui ha preso la decisione. Per lui è questo il momento del cambiamento. Nella realtà, ogni volta che ha rifiutato una sigaretta è stato un cambiamento; ogni volta che ha deciso di fare qualcosa di più funzionale piuttosto che accendersi una sigaretta, è stato un cambiamento; ogni volta che ha dovuto cambiare i posti o le persone che frequentava, è stato un cambiamento. Tutti questi piccoli cambiamenti messi insieme, uniti a una nuova immagine di sé, a dei valori e a delle convinzioni nuove, a delle abitudini nuove, formano il processo che porta al Vero Cambiamento.
Vuoi conoscere l’unico Guru che vale la pena seguire?
Chiudi gli occhi.
Immagina te stesso al massimo del tuo potenziale. Immagina la migliore versione di te. Il tuo vero io. Pensa a dove sei. Con chi sei. A cosa vedi. A cosa ascolti. A cosa senti.
Ora riapri gli occhi.
Questa è l’unica persona che hai bisogno di seguire in tutto e per tutto: te stesso.
Niente santoni. Niente guru. Segui il vero te stesso e vedrai che i risultati inizieranno ad arrivare.
Photo Credit: Sudeep Bajpai








