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La giusta Vision (e quella sbagliata)
2010

Probabilmente ti è già capitato di cercare un determinato prodotto o servizio e quindi di entrare nel sito istituzionale di un’azienda. In quasi tutti questi siti avrai trovato una pagina intitolata “Chi siamo” con delle informazioni più o meno utili. Le aziende in apparenza più lungimiranti e moderne hanno una voce che si chiama Vision, seguita da una specie di dichiarazione d’intenti da parte dell’azienda stessa.
Ma che cos’è la Vision? Secondo Wikipedia:
Il termine Visione (Vision) è utilizzato nella gestione strategica per indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi (goal-setter) e incentiva all’azione.
In altre parole, la Vision (o Visione Aziendale) indica in caratteri generali ciò che l’azienda si propone di fare. È l’Obiettivo più alto, più grande, il faro che guida l’intera strategia aziendale. Quindi, ogni azione, ogni decisione, ogni prodotto o servizio offerto, “ogni cosa” dovrà rispondere a tale guida.
Il problema però si pone quando questa Vision che tutti possono leggere non risponde alla realtà. Dei consulenti aziendali vengono pagati centinaia di euro per aiutare le aziende a estrapolare la loro Visione Aziendale. Ma poi, cosa se ne fanno?
La Vision viene decisa ma atti, azioni e decisioni restano le stesse. Risultato? Sono per la meritocrazia ma sono i soliti noti che godono dei benefici; sono per il gioco di squadra ma i capi fanno gli orari che vogliono mentre gli impiegati accumulano ore di straordinari (magari non retribuiti) perché “il periodo di crisi lo richiede”; sono a servizio del cliente ma il loro call-center brilla per maleducazione e disinformazione; sono per la qualità e per il made in Italy, ma marchiano come italiano un prodotto dal solo disegno fatto nel nostro paese, mentre la produzione è oltreconfine, a basso costo e con dubbi standard qualitativi.
L’errore sta proprio qui: nel pensare alla Vision solo come un modo di fare marketing, di vendere meglio il proprio prodotto, di fare immagine e di mostrare un brand forte, oppure più semplicemente “perché lo fanno tutti“. Questo è un modo completamente sbagliato di vedere tale strumento.
E allora qual è la “giusta” Vision? Anche se non esiste la ricetta ideale, quello che è evidente è che la giusta Vision è quella che non rimane solo su carta, su un depliant o nella pagina del sito aziendale. Non solo, non è un obbligo comunicarla all’esterno, piuttosto l’importante è che ogni membro dell’azienda conosca e segua questa guida. Le decisioni prese dal management, come gli Obiettivi che indicano con precisione i risultati da ottenere, si rifaranno a questo prezioso strumento.
Ci sono esempi concreti di aziende che si sono servite di una Visione per raggiungere degli obiettivi incredibili. Alcuni esempi:
- La Boeing con l’obiettivo di costruire l’aereo più grande del mondo ha creato il 747;
- Sony con l’idea di divertimento per tutti ha creato il Walkman, solo da poco andato in pensione e che comunque ha influenzato notevolmente altri progetti più recenti, vedi l’iPod di Apple;
- Microsoft con il suo “un pc in ogni scrivania” ha contribuito in maniera determinante alla diffusione dell’informatica, non solo in ambito aziendale e professionale ma anche e soprattutto rendendola a portata di tutti.
Ovviamente un bravo Coach aziendale non si soffermerà solo nell’aiutare a determinare la Visione ai manager aziendali, ma si preoccuperà anche di determinare come metterla in pratica, in ogni ambito aziendale e ad ogni livello dell’organigramma.
Photo Credit: H.Kopp-Delaney








